Unione Ex Convittori Real Collegio Carlo Alberto

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I have a dream.


Cari amici carloalbertini, mi perdonerete se approfitto di una bella affermazione di J.F.Kennedy per raccontarvi quello che è un “mio” desiderio.
La speranza è che non sia solo “mio” ma che – una volta esplicitato – raccolga delle (spero molte) adesioni o, perlomeno, apra un dibattito – ora su queste pagine – e, più istituzionalmente, al prossimo raduno biennale, nel maggio 2007.
Il nuovo Statuto dell’Unione ex Convittori del Real Collegio Carlo Alberto (2003), le iniziative studiate e nel raduno 2005 presentate, ampliate ed approvate, hanno creato un’atmosfera di novità di non poco conto.
Contatti sempre più avanzati con la Fondazione Collegio Carlo Alberto, con l’Università di Milano, con il C.N.R., con il Comune e la Pro Loco di Moncalieri, hanno portato l'Unione a perseguire traguardi ambiziosi sì ma realizzabili, con il necessario contributo di tutti voi, con consigli, aiuti, non solo finanziari e attiva partecipazione personale.
Ma – per essere realistici -  questi traguardi non sono riconducibili  solo all’attuale Consiglio Direttivo, attivo quanto più non può,  se non ci dotiamo di un vero programma di sviluppo nel tempo, in particolare nella “forza uomo”.
Io proporrei un decennio, cinque raduni biennali, per completare la svolta contenuta nello Statuto e per dare all’Unione il futuro che tutti vogliamo, cioè la sua visibilità anche quando la legge dell’età avrà sempre di più ristretto il nostro “organico”.
Fra dieci anni dovranno essere gli attuali trentacinque/quarantenni a guidare l’Unione, con strumenti adatti, modelli attuali, programmi fattibili, finanze adeguate.
Amici, ipotizzo una possibile linea-guida, beninteso fatti salvi “onori” e “titoli” per chi ha guidato ieri, guida ora e condivide nel divenire questo mio sogno.
Primo fra tutti l’attuale Presidente, Alberto Montanari: ha il merito di essere il traghettatore dell’Unione dal vecchio al nuovo Statuto, superando con abilità prove non facili, tutte a Vostra conoscenza.
Poi, Pier Franco Rivolo: è il vero “deus ex machina” – il demiurgo della transizione in atto – con l’esperienza, la progettualità, l’impegno di cui è capace.
Infine Francesco Costa: è l’esperto, paziente anello di collegamento tra la vecchia generazione ed i giovani, con il suo saggio impegno, gravoso quanto pochi immaginano.
Ma sono i giovani il vero futuro dell’Unione: devono -  in questi dieci anni – imparare a coniugare “cuore e memoria” con il tempo del domani, impadronendosi dello spirito carloalbertino spesso invocato, ma che è un vero stile di vita, di pensiero, di sacrificio, di azione partecipata, di fiducia nell’ideale.
“I have a dream” amici, forse posso apparire un visionario – che crede  nella “vita è sogno” come diceva Pedro Calderòn de la Barca, ma correndo dietro a questo sogno sono certo che qualcuno di Voi mi seguirà.
Spero – come ho detto all’inizio – che siate tanti, forse tutti.
Perché l’Unione viva sempre, perché non vedo altro sogno praticabile, parliamone amici carloalbertini, da subito, per tutto il tempo necessario.
Un abbraccio                                


SommiFir

(Aldo Sommi)


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